Carissimi,
oggi la giovinezza rischia di perdere (o forse l’ha già persa) la sua caratteristica di stagione della vita per diventare una concezione distorta e dilatata di una vita che non finisce mai. La giovinezza non finisce più. In un Paese che invecchia sempre più velocemente fingiamo di essere tutti giovani. La preoccupazione di molti è quella di congelare la giovane età combattendo contro il tempo che però non fa sconti a nessuno.
Ma non lo vedete anche voi un pericolo serio per la vita di coloro che sono veramente giovani, e non di spirito, ma per carta d’identità?
Mi vengono in mente espressioni che papa Francesco usava spesso: Non lasciatevi rubare la vita. Sì perché il pericolo è proprio quello di lasciarsi derubare della giovinezza e invecchiare nell’illusione di non essere ancora cresciuti.
Nel libro biblico di Geremia, proprio al capitolo uno in cui il profeta si sente rivolta la parola del Signore, Geremia si sente dire: “non dire sono giovane… non avere paura di fronte a loro, perché io sono con te per proteggerti”.
Quante volte si sente, con molta facilità, dire: “sono piccolo”, “sono piccoli” di fronte alle scelte della vita e senza rendersene conto si procrastina il tempo delle decisioni e si rimane nel limbo di chi pensa di avere ancora tempo e così il tempo passa e ci si ritrova con una giovinezza più immaginata che vera. Col rischio di ritrovarsi a scegliere quando le forze non sono più capaci di sostenerci nelle decisioni che prendiamo.
C’è tutta una cultura che rischia di rubarci la vita lasciandoci l’illusione della giovinezza.
A forza di dire “siamo piccoli”, rimaniamo piccoli. A fare la vita da piccoli. Ad aspettare ancora per cominciare a fare i grandi. A non sentire l’urgenza di abbandonare il falso privilegio di poter fare quello che vogliamo.
Si rischia di vivere fuori dal ritmo della vita.
Carissimi, vigilate su voi stessi se non volete farvi rubare questo tempo così prezioso, convincendovi che non siete ancora pronti, che bisogna aspettare ancora, che è ancora presto, che non è ancora il tempo.
È vero, diciamolo chiaramente, nel nostro Paese non viene dato spazio facilmente ai giovani. È difficile mettere su famiglia. Uno stipendio giusto e adeguato tarda ad arrivare. Ma la vita non è mai stata facile. C’è il rischio di perdere il desiderio di crescere e di diventare grandi davvero. Grandi si diventa non quando si ha la possibilità di fare come si vuole, ma quando si decide di fare della nostra vita un regalo e non un comfort.
Grazie a voi giovani che camminate con noi in comunità e accettate di farvi illuminare dalla luce del Vangelo. Grazie per quello che offrite e per il vostro generoso contributo. Non lasciate in pace il Signore finché non vi ferisce con la Sua voce e vi aiuta a “rivolgervi” verso coloro che vi aspettano. Quella voce che non vi fa più dire “sono piccolo”, ma “sono pronto”, sono disponibile, non voglio più pensare ai fatti miei… non voglio perdermi dietro a me stesso. Ma per amore.
Il Signore vi benedica.
p. Emanuele, p. Francesco e p. Amedeo
--> continua a leggere il PDF (icona grigia in alto) -->