Carissimi,
gli ingredienti sono buonissimi e di prima scelta. Ciò che l’AGESCI propone a coloro che si avvicinano a questa esperienza è molto bello e di grande aiuto per tutti coloro che si coinvolgono. A qualsiasi età uno pensi di cominciare a viverne l’avventura.
Il nostro Gruppo Rende 5 che è inserito nella nostra comunità mantiene queste sue caratteristiche con tutte le sue fatiche e le sue fragilità.
Questo metodo offre ai piccoli di incontrarsi e di crescere nell’amicizia attraverso il gioco, il racconto, la fantasia e la fede. Ai bambini viene troppo presto strappata la meraviglia e molti vengono privati del racconto fantastico che permette di vedere la vita secondo uno sguardo a loro congeniale. Anche il gioco rischia di rarefarsi tra loro. Un gioco che non sia palestra o calcetto o piscina. Non mancano le attività sportive. Ciò che rischia di mancare loro è il gioco.
Ai ragazzi più grandi (che ammiro tantissimo) viene offerta l’avventura. Che è nemica del divano, della stanza e della Play. Sono iniziati alla manualità e ad orientarsi. Cominciano a vivere nelle tende e vengono aiutati a scoprire i tesori dell’essenzialità, a non farsi travolgere da tante cose che si impongono come necessarie ma non aggiungono nulla.
Ai più grandi (dai 16 anni in su) viene offerto, in modo molto concreto uno stile di vita sano che li può accompagnare e sostenere sempre lungo il viaggio. Si indica loro l’importanza della strada: la necessità di camminare, di non stare fermi, di avere una meta, di imparare a sapere che cosa mettere nello zaino per non caricarsi di pesi inutili e di non lasciare cose essenziali; l’importanza del servizio: cominciare a guardarsi attorno e non solo davanti allo specchio. Di saper ascoltare il grido di aiuto che viene da vicino, il bisogno che abita attorno a noi, le opportunità di bene che ci sono nelle vicinanze per far diventare concreto l’aiuto che possiamo offrire. L’importanza della fede: la necessità di conoscere la luce del Vangelo e di farsi illuminare dalla sua bellezza, farsi guidare dal senso nuovo che dà alla vita e per salvarsi da una vita imprigionata nella paura.
Gli adulti (sempre meno e affannati) offrono il loro servizio (anche se vengono chiamati Capi) perché tutti possano crescere e diventare più adulti, più cittadini, più cristiani. Cercano di farlo aiutandosi e sostenendosi l’un l’altro. Non è facile, ma ci si tende.
Sono alcuni spunti del metodo che anima le persone che offrono questo percorso.
C’è poi uno stile di solidarietà e di cura dell’altro. In ogni branca (fascia di età) il più grande viene aiutato ad essere attento e a occuparsi del più piccolo. Sono divisi in piccoli gruppi dove questa attenzione diventa concreta, meno difficile e personalizzata.
Attraverso l’associazione sparsa sul territorio nazionale si aprono ad esperienze ed amicizie che offrono nuovi orizzonti e nuovi regali.
Grazie a tutti coloro che operano in questa bella realtà e aiutano bambini, ragazzi e giovani a crescere bene.
Il Signore vi benedica.
p. Emanuele, p. Francesco e p. Amedeo

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