Carissimi,
non ricominciamo un’attività, ma riprendiamo in maniera più intensa la nostra missione. Una comunità parrocchiale non ha altro compito che quello di far risuonare la sapienza evangelica, una Parola che illumina la vita di tutti, dai più piccoli ai più grandi, i momenti gaudiosi e quelli dolorosi, gli slanci e le fermate, le scelte e le fatiche, quello che portiamo dentro e quello che vediamo attorno, quello che facciamo insieme e quello che facciamo a titolo personale, il nostro modo di lavorare e il nostro modo di abitare la casa, le relazioni e i momenti in cui rimaniamo soli con noi stessi…
È questo il senso del catechismo. È la palestra per non lasciare soli i nostri pensieri a parlare nella nostra testa. È un modo per avere una parola che illumina, contesta, vaglia, verifica i pensieri che sono sempre vivi nella mente. Non tutti sono limpidi, non tutti sono sani, non tutti sono utili, non tutti fanno crescere, non tutti sono veri…
Cogliere che un pensiero non è un aiuto, ma un pericolo, non è sempre facile. Certo in tante situazioni non è difficile distinguere un pensiero buono da uno che buono non lo è per niente, ma tante volte la distinzione non è così netta, così facile da riconoscere. È nelle sfumature che ci perdiamo tante volte.
Mettiamoci tutti ai piedi di Gesù per ascoltare con umiltà la sua Parola. Pietro, un giorno in cui tantissimi si erano allontanati da Gesù, esce fuori con un’espressione molto bella: Signore da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna. Le tante parole vuote, le molte bugie camuffate, le tante parole ambigue che affollano la nostra vita e che ci stancano ci portino ai piedi di Gesù.
Facciamolo noi adulti per primi. Indichiamo una strada ai nostri figli. Non lasciamoli allo sbaraglio. Non è libertà quella che pensiamo di garantire, ma confusione. Se un padre e una madre rinunciano a offrire il senso e il motivo per vivere, chi lo offrirà ai nostri figli? Parlare a loro non significa dargli una buona educazione o le buone maniere. Certo che servono. Ma a loro serve molto più cogliere il motivo per cui vale la pena vivere che conoscere una regola o avere una voglia che presto si spegne. Ma se non lo fate voi chi pensate possa essere interessato a dare una ricchezza così preziosa? Offriamo loro la possibilità di conoscere i tesori della sapienza cristiana. Certo che la possono rifiutare, ma oggi ci troviamo di fronte a una situazione assurda: si rifiuta ciò che nemmeno conosciamo. Voltiamo le spalle a ciò che non abbiamo valutato fino in fondo. Prendiamo e lasciamo senza conoscerne il valore e senza valutarne l’importanza vera.
Il catechismo è un tempo prezioso. Non sciupatelo. Non vivetelo come un passatempo, come un’attività che vi fa respirare e vi dà un po’ di tregua dalle fatiche, un parcheggio sicuro, qualcosa che non fa male e che i figli possono fare tranquillamente nell’attesa che decidano da soli…
No. Non sciupatelo questo tempo. Dio si fa vicino in modo sorprendente e inaspettato. In modo feriale e con la lingua che già conosciamo. E se fosse Lui che bussa a casa vostra? Proprio adesso?
p. Emanuele, p. Francesco e p. Amedeo

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