Giovanni 15, 1-7
1″Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. 2Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. 3Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. 4Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. 5Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 6Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. 7Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto.
La mia grande difficoltà riscontrata nel realizzare l’opera è stato il TEMPO. Tutto posto in funzione di esso, sembrava diventare liquido.
Mi ricorda che la vita spirituale non nasce da uno sforzo isolato, ma da una comunione reale e vitale con Cristo. Senza di Lui non posso far nulla. Questo non lo vedo come un limite, ma come una verità: solo rimanendo uniti alla vite passa la linfa, l’amore che sostiene, purifica e fa crescere.
Questa logica l’ho messa in atto nella mia opera sottolineando le mie relazioni. Posso nutrirle, custodirle e farle maturare solo se il mio cuore attinge alla sorgente giusta. Quando sono davvero in comunione con Cristo, quando lo conosco non solo di nome ma nella preghiera giornaliera e nell’ascolto della sua Parola, allora imparo ad amare come Lui: con pazienza, verità, gratuità e fedeltà. Senza questa linfa, le relazioni rischiano di diventare fragili, basate sul bisogno, sul momento, sull’utile. Con Cristo, invece, diventano dono.
Ma Gesù ricorda anche che il Padre pota i tralci perché portano più frutto. La potatura non è mai piacevole: significa lasciare andare ciò che non nutre, riconoscere dinamiche che non fanno bene, rinunciare a ciò che appesantisce o distrae. A volte significa anche purificare le relazioni, chiarire, correggere, oppure accettare che alcuni legami cambino forma. Eppure è proprio in questi tagli, spesso dolorosi, che lo spazio per il frutto nuovo si prepara.
Rimanere in Cristo, lasciarsi potare dal Padre, permettere alla linfa del suo amore di scorrere in noi: ecco il cammino perché le nostre relazioni diventino luoghi di vita e non di fatica. Solo i tralci uniti alla vite portano frutto. E solo i cuori uniti a Cristo portano amore vero.