Carissimi,
nei prossimi giorni cominceremo questo tempo di grazia della Quaresima per prepararci alla festa delle feste che è la Pasqua. È una festa di liberazione. Lo stesso Gesù, quando nella sinagoga di Nazaret comincia il suo ministero pubblicamente, legge una parola di Isaia nella quale si rivede ritratto perfettamente «…mi ha mandato per proclamare la libertà ai prigionieri… per rimettere in libertà gli oppressi» (cfr. Lc 4,14-21).
La Pasqua, e quindi la fede cristiana, è un’esperienza di vera liberazione e un apprendistato alla vera libertà. Noi molto spesso la libertà la diamo per acquisita e per scontata. Mai come nel nostro tempo sono nate tante comunità di recupero (recupero della libertà) per combattere le tantissime dipendenze che imbrigliano la nostra vita e la rendono infelice.
Prima di partire in quarta con gli impegni e i “fioretti” sarebbe opportuno chiedere al Signore una luce per riconoscere le nostre catene e l’Egitto nel quale ci troviamo noi -e forse da parecchio tempo. A che serve una terapia se non risponde e non combatte frontalmente il problema alla radice?
La Pasqua racconta una libertà frutto di un’opera di Dio. Una libertà che non possiamo raggiungere da soli e con le nostre povere forze. Tutto comincia con una richiesta di aiuto vera, sofferta, nata nel dolore e nelle lacrime… e una compassione di Dio che ascolta questo grido e offre un aiuto che già da tempo preparava.
Carissimi, non sciupiamo questo tempo prezioso. Veniamo invitati alla conversione, al cambiamento. Sarebbe davvero un regalo poter vedere dove la nostra vita deve trovare una svolta. Forse il metodo più sicuro sarebbe chiedere a chi ci vive accanto dove dovremmo essere diversi, dove siamo più lontani dalla sapienza evangelica. È lo specchio più sicuro. Forse un aiuto potrebbe essere verificare se nei nostri affanni abbiamo perso gli altri e ci è rimasta solo l’euforia dei nostri progetti. Chiediamo al Signore il dono dell’umiltà, il dono di non respingere nessuna luce che ci offre la verità.
Quest’anno avremo, nella nostra comunità, la gioia di un’altra ragazza che ha chiesto il battesimo: Zenia. Ha conosciuto la fede e l’amicizia dei fratelli attraverso il movimento di Comunione e Liberazione e durante la Quaresima completerà il percorso che la porterà al Battesimo. Accompagniamola con la preghiera e la sua richiesta ci renda tutti consapevoli che vivere la fede vuol dire vivere una comunione che attrae e suscita, in chi si avvicina, un desiderio forte di essere figlio di Dio e fratello di tutti.
Inoltre, nella nostra comunità passeranno le reliquie della terra del transito di S. Francesco. Questo è l’anno giubilare della sua nascita al cielo. Impariamo da questo fratello povero a morire a noi stessi per far vivere il figlio di Dio che il Padre si aspetta e che gli altri guardano incantati e impariamo da lui ad amare la vita, sempre, portando nel cuore un canto di gratitudine e a lasciare questo mondo senza tristezza e rancori, ma con la certezza che l’abbraccio del Padre ci aspetta, che la morte è l’ultimo travaglio di questa vita: quello che ci spalanca le porte della vita eterna. Il Signore vi benedica.
p. Emanuele, p. Francesco e p. Amedeo
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