Carissimi,
siamo tutti chiamati ad entrare in questo tempo di grazia della Quaresima. L’anno liturgico, nella sua semplicità, ci offre un cammino sicuro per crescere e maturare alla luce del Vangelo. Non sono per niente banali le suggestioni che questo tempo offre per rivedere la nostra vita in una luce cristiana.
Orientamento. Potrebbero essere giorni persi se in questo tempo ci affanniamo a fare delle penitenze dimenticando l’orientamento. Se cominciamo a pensare alle cose da fare senza coglierne il motivo e il perché. L’appello più vero non è tanto quello di fare qualcosa, ma di chiarire se vado per la strada giusta. Se la nostra vita ha una meta. Perché senza una meta ogni corsa è inutile e qualsiasi passo non ha nessuna importanza. È una sfida del nostro tempo: districarsi tra mille cose, mille sirene, mille canali, mille desideri, mille progetti, mille strade, mille… anche questo tempo può diventare un momento in cui moltiplichiamo gli impegni senza guardare la bussola. Gesù parla di Gerusalemme come luogo che orienta la sua vita. È la meta che gli suggerisce la strada. Non cammina semplicemente per camminare, ma ogni passo ha una destinazione. Prima di accelerare verifichiamo dove vogliamo arrivare. Forse tante delle nostre frustrazioni sono dovute al fatto che camminiamo tantissimo e abbiamo la sensazione di non arrivare da nessuna parte.
Essenziale. Un’altra indicazione d’oro della Quaresima è quella di lasciare e non quella di prendere. Quella di togliere e non quella di aggiungere. C’è più guadagno nell’avere poco che nelle molte cose. Più uno ha e meno si muove. Più uno ha e più aumentano le preoccupazioni. Più uno ha più deve difendere. Più uno ha più uno uccide i desideri. Senza potature i frutti non arrivano. Chi troppo vuole nulla stringe. Chi vede tutto importante si perde nelle urgenze. Stiamo diventando dei campioni seriali nell’accumulare titoli, cose, esperienze, viaggi… la scelta che ci obbliga a lasciare indietro tante cose e ad abbracciarne una diventa sempre più difficile. Non è un caso che Gesù ai suoi discepoli, sempre, all’inizio invita a lasciare. Sarebbe sciocco fare in questo tempo tante rinunce di poco conto e rimanere ingolfati nelle cose che contano. Questa paura a distaccarsi dalle cose (considerandole tutte necessarie) rischia di diventare una vera e propria malattia che ci impedisce di vivere. La Quaresima non arriva con regole, ma come una scuola di libertà.
Preparazione. Quando manca una meta si rischia di essere intrappolati nell’improvvisazione. Certo possiamo essere imprigionati nei nostri progetti con cronoprogrammi maniacali, ma possiamo essere anche rovinati da una fatica non orientata, non indirizzata. Dietro ad ogni campione c’è una fatica calcolata, ordinaria, studiata… non è che per qualsiasi disciplina basta fare attività fisica. L’allenamento deve essere mirato ed oculato.
Ci piace molto vedere in questo tempo, che viene frettolosamente indicato come il tempo dei sacrifici, come una grande opportunità per vedere verso dove siamo diretti, per lasciare tante cose e tante attività che rallentano il viaggio e ci impediscono di camminare e per accettare ogni buon consiglio e ogni fatica necessaria per prepararci a ciò che vogliamo e dobbiamo fare. Il Signore vi benedica.
p. Emanuele, p. Francesco e p. Amedeo