Carissimi,
la luce della Pasqua inondi tutta la terra e la rinnovi, la faccia brillare di nuova bellezza, le dia voce per cantare, con ogni forma di vita, a Colui che l’ha chiamata dal nulla a popolare e colorare l’universo. Possa la pace di Cristo trafiggere il cuore di ogni uomo e di ogni donna. La pace di colui che è morto per amore di tutti e che, Risorto, si fa presente ancora, per assicurarci la sua misericordia che la nostra cattiveria non ha potuto spegnere.
Signore vieni presto in nostro aiuto. Ormai, noi e i nostri figli, respiriamo paura. La violenza sta diventando sempre più brutale e sempre più eccessiva. La prepotenza sta calpestando il diritto. I poveri sono travolti e spogliati di quel poco che gli resta addosso. Troppe mamme e papà piangono i loro giovani figli perché divorati dalle guerre, dalle ingiustizie, dalla fame, dall’indifferenza, dagli affari… bambini innocenti vengono schiacciati da adulti senza scrupoli che preferiscono i guadagni alla vita. Il debole non viene aiutato a rialzarsi, ma viene buttato giù e lasciato indietro, lasciato perdere. Molte voci si alzano per gridare le ragioni dei forti e dei potenti e sono poche e soffocate quelle che provano a difendere i piccoli e gli invisibili. Gli affari per armarci ed armare lievitano in modo imbarazzante e si lasciano cadere solo pochi spiccioli e poche briciole per curare, istruire, assistere, accudire, proteggere… C’è una moltitudine che, in una penuria scandalosa, è condannata a cercare la vita cominciando viaggi che molte volte li portano alla morte o a porte sbattute in faccia. C’è chi si arricchisce in una forma volgare e sfacciata sulla pelle dei più. Sono molti quelli che, pur mostrando una sicurezza accettabile, vivono uno smarrimento inquietante. Sono molti quelli che fanno esperienza della propria fragilità o di quella dei loro cari in modo drammatico e improvviso.
Vieni presto in nostro aiuto! Non ci abbandonare! Ciò che si addice di più, per noi, è la vergogna sul volto piuttosto che la mano tesa verso di Te. Ma accetta la nostra preghiera. Per la morte e la risurrezione di Gesù, tuo Figlio, non ci voltare le spalle. Non chiudere la porta del tuo cuore. Fermaci Signore! Manda il tuo Spirito perché il nostro cuore abbandoni la durezza della pietra e abbia la tenerezza e lo slancio delle cose grandi e rifiuti quelle indegne per gli uomini e i figli di Dio. Donaci il disgusto per ogni viaggio vissuto per noi stessi e accendi in noi la voglia matta di camminare verso qualcuno. Rendi la nostra vita un viaggio verso gli altri. Come Caino stiamo calpestando la fraternità. Stiamo uccidendo la possibilità di vivere insieme. Nel nostro stare gli uni contro gli altri e nel nostro vivere gli uni senza gli altri bestemmiamo il Nome tuo santo che è comunione, è relazione, è amore.
Ricordati che siamo opera delle tue mani. E prima di cantare il tripudio per la tua mano che ci strappa dalla tomba per riportarci alla vita in abbondanza, donaci la letizia di sentire i tuoi passi che vengono a cercarci e a salvarci da questo inferno che viviamo. A nessuno manchi tutta l’umiltà necessaria per aspettarti con le lacrime e con fiducia. Buona Pasqua. L’amore del Padre sia la vostra forza!
Il Signore vi benedica.
p. Emanuele, p. Francesco e p. Amedeo
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