Carissimi giovani e giovanissimi,
ci rivolgiamo direttamente a voi per dirvi tutto il nostro grazie per la vostra disponibilità generosa che offrite anche quest’anno per il grest. Grazie perché vi lasciate coinvolgere. Grazie perché non difendete i vostri spazi e il vostro tempo libero; grazie perché rifiutate la vuota soddisfazione di rimanere tranquilli, di restare nella bolla comoda delle cose che vi piacciono e uscite verso una fatica che vi sazia di più e regala una gioia più vera e duratura.
Grazie per il tempo che dedicate a preparare questa avventura con i bambini, per il tempo che sottraete ad altre cose per scegliere questa che richiede il vostro impegno.
Grazie a quanti di voi siete presenti sempre, con semplice costanza durante gli incontri settimanali che vi vengono offerti per crescere. Lo straordinario non dobbiamo mai smettere di cercarlo e attenderlo. Ma il più delle volte si nasconde e ci aspetta nel ritmo sempre uguale della vita. Impariamo dai campioni. Dietro alle loro vittorie c’è l’allenamento quotidiano. La fatica di ogni giorno.
Grazie a voi che accettate la fatica di questo ritmo ordinario. Siete già grandi quando cominciate a pensare che le cose non si improvvisano, ma si preparano. Poi la vita ci sorprenderà e ci darà più di quello che noi riusciamo a immaginare.
Grazie perché accettate di rimanere e di crescere non solo nel grembo della vostra famiglia, ma anche nel grembo di una comunità. Ricordiamolo tutti e sempre: abbiamo bisogno di una carovana per il viaggio della vita, abbiamo bisogno di un villaggio per crescere, abbiamo bisogno di un popolo per diventare adulti.
Grazie perché non solo siete presenti ma vi fate anche artefici di comunione e costruttori di comunità.
Grazie perché rimanete in parrocchia. No, non siamo contenti di avere numeri da sfoggiare e numeri con cui vantarci davanti agli altri. Siamo davvero contenti nel vedervi vicini alla Parola del Vangelo e nutrirvi dei sacramenti. Gesù usa un’immagine semplice e forte: io sono la vite e voi siete i tralci. Senza questa unione con Cristo nessuno è vivo davvero. Se vi vediamo con Lui siamo più sereni. Certi che con Lui non si possono che fare cose grandi e non si può che essere fecondi.
Noi siamo come alberi. Molti oggi sono preoccupati di diventare alberi grandissimi e meravigliosi ma non si interessano di avere radici adeguate a sostenere quella grandezza e quel peso.
Cercate sempre il Risorto! Coltivate l’amicizia, con tutti. Non lasciate nessuno indietro. Curate i desideri che vi portano ad amare, abbandonate quelli che vi costringono a guardarvi allo specchio. Amate la vita! Non lasciatevi drogare dalla tristezza e dalla lettura grigia dei fatti. La storia è piena della provvidenza del Padre. Se non perderete lo stupore negli occhi vi ritroverete con la bocca aperta per la meraviglia di fronte alla bellezza nascosta. Cantate. E che il canto vi nasca dal cuore. Grazie a ciascuna e a ciascuno di voi. Vi vogliamo bene.
Il Signore vi benedica.
p. Emanuele, p. Francesco e p. Amedeo

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