Carissimi,
il mese di maggio è il tempo in cui i nostri bambini celebrano i sacramenti della Riconciliazione (confessione) e dell’Eucarestia (comunione) partecipandovi direttamente per la prima volta.
Li abbiamo accompagnati in questi anni per prepararli non a una tappa della vita, ma a un incontro importante, quello con Gesù. Purtroppo i bambini molto presto prendono le distanze da questa amicizia. C’è tutta una cultura che ridicolizza la fede e molti genitori non avvertono l’importanza capitale di questo fondamento della vita. Siamo portati a pensare che per vivere ci sono molte cose urgenti e necessarie da raggiungere e da inseguire, ma la fede non è così essenziale per il bagaglio della vita.
E ci troviamo molto spesso a soffocare tra mille cose inutili, in tantissime attività che ci tolgono il respiro e ci mettono l’ansia e a ritrovarci smarriti, impauriti, angosciati, storditi e costretti ad accelerare sempre di più per non sentire il grido del vuoto che avvertiamo sempre più forte.
Le fede la immaginiamo irrilevante e come una tradizione che ci identifica in mezzo agli altri. Rimane però sempre fuori dalla soglia della nostra porta. Siamo preoccupati per altro e allertati da altre priorità.
I nostri figli rischiano di rimanere soli dentro. A fronte di tanta gente che gli gira attorno non riescono ad essere raggiunti lì dove nessuno può arrivare.
La solitudine non è la mancanza di persone che ci cercano o che ci stanno accanto ma il risultato di un mancato rapporto con Dio. Nessuno ci può raggiungere nel profondo e se non lasciamo che il Signore ci raggiunga il freddo e la paura abiteranno la nostra vita.
Aiutiamo i nostri figli! Non si tratta di obbligarli a vivere la fede. Si tratta di indicarla come essenziale per la vita. A voi genitori (anche se sembra il contrario) vi riesce di essere molto convincenti. Credeteci. Loro vi guardano molto più di quello che fanno credere. Anche se vi chiamano boomer, per non sfigurare agli occhi dei loro compagni, vi guardano e vi seguono. Loro sono attenti alle risposte che avete di fronte alle domande serie della vita. Sono molto interessati. Fiutano le soluzioni che cercate quando vi ritrovate davanti a fatti seri della vita. Cercano di cogliere quali sono le speranze che vi sostengono. Qual è la destinazione alla quale siete diretti. Quale segreto vi portate dietro e dentro. Quale paura vi paralizza. Cosa vi toglie la pace e ciò che vi mette allegria. Scrutano le fondamenta della vostra vita perché anche loro cercano un posto sicuro e capace di tenerli in piedi.
Se vedranno che l’incontro con Cristo per voi non è secondario perché non avete trovato di meglio in giro che può rispondere alla vostra domanda immensa e profonda allora, anche se dovranno combattere la seduzione di chi li spinge a ridere della fede come qualcosa di stupido e inutile, non lasceranno neanche per un attimo di tenervi d’occhio perché nel cuore avranno la certezza che ciò che voi offrite è molto più vero di quanto può arrivare da qualsiasi altro.
Il Signore vi benedica.
p. Emanuele, p. Francesco e p. Amedeo
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