Carissimi,
con grande gioia vi annunciamo che il prossimo 27 settembre, nella città di Bologna, verrà beatificato il Venerabile Servo di Dio Padre Martino Capelli, dehoniano. La celebrazione si svolgerà nella Chiesa di S. Petronio, nel cuore della città. Nella medesima celebrazione saranno beatificati anche il Rev. Ubaldo Marchioni (diocesano) e Don Elia Comini (salesiano).
La nostra congregazione venera già un confratello anche lui martire. È Juan Maria de la Cruz, beatificato da San Giovanni Paolo II l’11 marzo 2001.
Questi momenti non sono importanti per acquistare gloria e vanto, ma sono come i segnali chiari per comprendere limpidamente, senza malintesi, dove siamo più fedeli al Vangelo e al carisma del Padre Dehon. Non tutto ci rende fedeli alla missione ricevuta. Non tutto brilla di luce chiara. Non tutto coincide con il Vangelo. E questi confratelli santi ci aiutano a sintonizzarci nuovamente con l’essenziale eliminando ansie inutili, opere secondarie, preoccupazioni estranee ai discepoli del Signore.
È significativo il fatto che i primi due confratelli riconosciuti santi in mezzo a noi siano martiri. Quando si dà la vita per annunciare il vangelo e per restarne fedeli si offre al mondo il dono più grande.
Offrire il Vangelo è offrire un tesoro inestimabile. Sempre.
Il Vangelo non è una dottrina, ma una notizia e un invito forte ad aprirsi alla gioia perché la vita è piena delle sorprese e della provvidenza di Dio. È l’annuncio che la storia non scivola sola e minacciata, ma scorre con la presenza continua, fedele e viva del Risorto; che camminiamo verso cieli nuovi e terra nuova.
Il Vangelo è un invito a guardare la vita nostra e quella degli altri con fiducia. A non perdere mai la speranza.
Annunciare il Vangelo vuol dire raccontare con franchezza che non siamo intrappolati in un viaggio senza senso e senza vie di uscita.
Portare il vangelo è come portare la luce, dissipare le paure. Non avere luce vuol dire non solo non vedere ma soprattutto essere prigionieri della paura.
Vi chiediamo di unirvi alla nostra gioia. Certo la santità di chi ha seguito le orme di padre Dehon non coincide con questi pochi fratelli che sono stati beatificati; c’è una moltitudine di fratelli che ha speso la vita lontano, tra uomini e donne che neanche immaginava e che ha cominciato a servire per amore a Cristo, fratelli che sono morti nelle missioni, fratelli che si sono spesi generosamente lì dove sono stati condotti dalla provvidenza senza risparmiarsi e con dedizione ammirevole.
Cantiamo insieme il magnificat per tutto quello che abbiamo permesso al Padre di operare in noi e supplichiamolo di aprirci con fiducia alla sua volontà. Parole chiavi della spiritualità dehoniana sono due piccole espressioni che dovrebbero ricordarci sempre di abbandonare i nostri pensieri e progetti e di accogliere quelli di Dio: Ecce venio (ecco io vengo per fare la tua volontà) ed Ecce ancilla (ecco la serva del Signore, si compia in me la tua parola). E la volontà di Dio è una sola: che nessuno si perda.
Il Signore vi benedica.
p. Emanuele, p. Francesco e p. Amedeo

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