Carissimi,
nei prossimi giorni celebreremo la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù (il giorno successivo, sabato, si celebra quello di Maria). È una festa alla quale siamo legati, come comunità, a motivo del fatto che sia i padri che le suore che prestano servizio qui nella parrocchia di S. Paolo si rifanno alla spiritualità del S. Cuore di Gesù.
È una spiritualità che se non viene caricata troppo di una devozione superficiale ci porta a fissare l’attenzione al Vero Volto di Dio. La tradizione biblica antica ha sempre proibito severamente la raffigurazione di Dio. Proibito sentire il suono del suo Nome e avere la pretesa di tratteggiarne il volto. Questo perché ogni forma di pregiudizio, ogni forma di presunta conoscenza preventiva, avrebbe condizionato e fuorviato una relazione nella verità. Del resto questo è un pericolo anche per le nostre relazioni con chi ci vive accanto.
Dio lungo la storia si è manifestato. Non lo ha fatto in modo astratto, ma attraverso una relazione con un popolo. E in questa storia ha mostrato di volta in volta il suo volto e il suo cuore.
Il Signore si lega a questo popolo e lo sceglie, non perché è più numeroso di tutti gli altri popoli, anzi è il più piccolo di tutti i popoli, ma perché lo ama. È l’amore all’origine di questa storia. È l’amore che la tiene in piedi. È l’amore, come misericordia sempre più sorprendente, che ricomincia sempre e nuovamente nonostante il rifiuto e l’adulterio ripetuto e ostinato del popolo scelto e amato come una sposa.
Questa misericordia si è resa visibile in Gesù, il Cristo, come il tratto più sicuro e più luminoso del Volto di Dio. Nella sua vita terrena ha raccontato fino alla fine (durante il processo, sulla croce, da risorto) del Padre che non vuole la morte dei peccatori ma che si convertano e vivano.
Gesù si è mostrato amico dei peccatori e perfino amico di colui che lo tradiva. Si è mostrato come uno che veniva facilmente contestato e condannato, ma che non ha condannato nessuno.
Ha indicato la volontà del Padre: che nessuno si perda.
Con le parabole e soprattutto con la sua vita ha raccontato che non siamo stati noi a cercare Dio ma Lui ha cercato noi per primo e senza stancarsi, come chi cerca ciò che gli è più caro, il tesoro a cui tiene di più, la perla di valore inestimabile, ciò che è unico e a cui non si può rinunciare.
Nel cuore di Cristo troviamo più limpido e più sicuro il Volto di Dio.
Questa misericordia, sicura e senza limiti, sia la consolazione della nostra comunità e sia sempre la nostra forza. Sia anche ciò che vogliamo offrire a coloro che si avvicinano secondo quanto Gesù stesso suggerisce: gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
Pregate per noi padri e per le nostre sorelle che vivono in mezzo a noi perché possiamo essere sempre un segno che indica quel cuore che accoglie settanta volte sette e che si rallegra tutte le volte che torniamo a Lui. Pregate per noi perché possiamo aiutarvi come testimoni che hanno sperimentato per primi che non c’è altro luogo dove andare se non a quell’amore che mai ci respinge. E sempre ci aspetta.
Il Signore vi benedica.
p. Emanuele, p. Francesco e p. Amedeo
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