Carissimi,
la nostra comunità gode di una ricchezza singolare. Siamo strettamente uniti, non solo fianco a fianco, all’Università della Calabria e questo ci aiuta a non addormentarci nelle sfide quotidiane e ordinarie che possono sembrare svuotate di una importanza che non sappiamo vedere e riconoscere. L’università ci tira dentro sfide sempre nuove e sempre grandi. Anche se da tempo noi rispondiamo a questa sfida senza ansie ed eccessive preoccupazioni, ma con una presenza apparentemente trascurabile, riteniamo il nostro esserci in Università prezioso e necessario.
Oltre alla cappella universitaria (che si trova sul Ponte al cubo 23b) e oltre alla chiesa principale (in via p. Bucci, ex pab) noi abbiamo anche una cappella dedicata a S. Rocco nella zona dei Rocchi.
In questa cappellina viene celebrata la messa domenicale alle 10.00, durante il mese di maggio ci si ritrova per il Rosario e poi nelle prime settimane di settembre si festeggia S. Rocco.
Non vorremmo che questa diventasse una periferia staccata dal resto della realtà e dagli impegni che occupano i nostri pensieri. Ci piace pensarla insieme la comunità con tutta la sua ricchezza, la sua storia e la sua diversità. Ci piace l’idea di avere a cuore tutto quanto e allo stesso modo. Naturalmente questo rimane solo nei pensieri fino a quando non diventa stile naturale e ordinario della comunità.
È importante per ogni parte della comunità non sentirsi separata ed è fondamentale che il resto della comunità non lasci sola una parte e che quest’ultima cammini per conto proprio.
La comunione obbliga a un confronto sempre fecondo.
Vi invitiamo tutti a prendere visione del programma della festa che celebreremo nella zona dei Rocchi per onorare S. Rocco, caro a molta gente che abita nella zona e che si identifica in questa festa che per tantissimi anni ha dato motivo per riunirsi e per ritrovarsi insieme.
Sarà una festa nell’impronta della semplicità. Come negli ultimi anni. Una semplicità di cui dobbiamo benedire la provvidenza perché ci permette di cogliere più limpidamente il cuore e la sorgente di una festa che altrimenti potrebbe restare sola agitazione.
Una festa motivata dalla fede. I santi noi non li “adoriamo”, ma li guardiamo con uno sguardo ammirato contemplando in loro lo slancio e la determinazione a seguire il Signore Gesù. In loro ci piace vedere il passo svelto e deciso che vorremmo avere anche noi dietro a Cristo.
La loro intercessione è sana se chiediamo loro di essere anche noi determinati a seguire le orme di Gesù, la sua logica, la sua sapienza, il suo vangelo. Siamo fuori strada se la nostra intercessione la sciupiamo soltanto per avere sempre e soltanto una vita confortevole. Una vita senza difficoltà non è una vita cristiana o più semplicemente non è una vita. Gesù non l’ha mai promessa, né assicurata. Anzi Lui ci prospetta una vita piena di sfide grandi, difficili e dolorose.
Viviamo insieme questo momento di festa. Un modo per ritrovarsi intorno al Vangelo, un modo per riaccendere desideri cristiani, un modo per rallegrarci per la provvidenza di Dio, un modo per costruire insieme la famiglia della nostra comunità. Il Signore vi benedica.
p. Emanuele, p. Francesco e p. Amedeo
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